Storia

Le Origini

Le origini della Suvera risalgono all’Alto Medioevo, quando l’edificio era un castello fortificato situato nel territorio della Signoria di Siena, nel Feudo della leggendaria Contessa Ava Matilda de’ Franzosi, parente del Re di Francia Clodoveo, conosciuta anche come “la Regina di Montemaggio”.

È probabile che a lei si debba l’antico nome La Suvera, derivante dalla parola francese “Souveraine”, la Sovrana. Questa contea raggiunse la massima estensione al tempo della potente famiglia degli Ardengheschi, longobardi discendenti da Ardengo, conte palatino di Carlo Magno. Successivamente La Suvera passò ad altri feudatari e ne seguì le alterne fortune, fino alla famiglia Chigi, per essere infine donata da Pandolfo Petrucci, della Signoria di Siena, al papa Giuliano della Rovere, passato alla storia come papa Giulio, quasi certamente in cambio di favori e indulgenze.

Giulio II era un uomo del Rinascimento, un politico e un coraggioso guerriero e, allo stesso tempo, un appassionato amante dell’arte in tutte le sue espressioni. Durante la sua prolifica vita fu un munifico mecenate, protettore di artisti come Raffaello, Michelangelo e Bramante. A lui si devono gli affreschi delle stanze del Vaticano, la Cappella Sistina e il progetto della nuova Basilica di San Pietro, così come altre meravigliose opere e capolavori. A lui si deve anche il grande intervento su La Suvera, che affidò al genio del famoso architetto senese Baldassare Peruzzi perché mitigasse la severità medioevale dell’antica fortezza con il sontuoso gusto rinascimentale. Peruzzi riuscì nell’impresa di ingentilire l’edificio unendo le due torri originarie con un transetto: il doppio porticato e i loggiati completarono l’opera trasformandolo nella villa rinascimentale che si può ammirare oggi.

La Suvera non era solo una delle proprietà personali del Papa. Era il luogo dove Giulio II si ritirava di tanto in tanto per riposare lontano da Roma e dove volle collocare le sue origini, attraverso una supposta discendenza dai Conti Ghiandaroni di Siena, per dare finalmente nobile lignaggio alla sua famiglia di origini plebee.

Da Giulio II La Suvera passò ai suoi discendenti della Rovere. Dal nipote di Giulio II, Niccolò della Rovere, tornò poi ai banchieri Chigi di Siena e attraverso matrimoni, successioni e acquisizioni passò a diverse prestigiose famiglie senesi e romane fino ad arrivare agli attuali proprietari, la famiglia dei Marchesi Ricci che, come testimoniano i registri notarili di Siena, ne era già stata proprietaria nel lontano 1123. Al marchese Giuseppe Ricci Paracciani e alla moglie, la Principessa Eleonora Massimo, si deve la trasformazione del borgo da dimora storica privata di famiglia in un Relais unico, per ospiti alla ricerca di una autentica esperienza culturale, riuscendo a fondere la storia di questo antico borgo con quella dei loro illustri antenati, i cui arredi impreziosiscono l’insolito museo al piano nobile della Villa Papale e le suites e camere storiche.