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Colle di Val d’Elsa

Il centro di Colle si distingue nell’area della Valdelsa per una parabola storica che a partire dal medioevo si consolidò e crebbe fino a raggiungere nel 1592 l’elevazione della “terra” in città e della pieve in cattedrale.

Il nucleo originario, allora castello di Piticciano, era lambito dal tracciato più antico della Francigena, quello percorso da Sigerico vescovo di Canterbury che sappiamo sostò nella statio di Elsa, l’attuale località di Gracciano intorno al 994.

Nel castello sorgeva la Pieve di San Salvatore, che intorno al XII secolo era retta dal pievano Alberto, figura di straordinaria importanza, che elevato a santo dopo la morte, aveva ottenuto per la chiesa colligiana direttamente dal Papa, il diritto a esercitare una giurisdizione autonoma e numerosi privilegi vescovili. A queste premesse, nei secoli successivi seguì una costante crescita culturale del ceto borghese, che portò numerosi esponenti di famiglie colligiane a far parte delle alte gerarchie ecclesiastiche e degli apparati politici e burocratici dello stato granducale.

Dalla seconda metà del Cinquecento fino al pieno Seicento, la città si sottopose a un radicale rinnovamento edilizio, che ancora oggi si conserva integro, conferendo al centro storico l’imponenza propria di una prestigiosa sede vescovile.

Tra i numerosi palazzi e le chiese che fiorirono nel tessuto urbano ancora medioevale, spiccano il manierista Palazzo Campana e il severo Duomo. Quest’ultimo è un raro complesso decorativo pressoché omogeneo, realizzato tra gli anni venti e gli anni novanta del Seicento da valenti artisti fiorentini, senesi e romani. Sull’altare si può apprezzare un raffinato crocifisso bronzeo fuso da Pietro Tacca su modello del Giambologna e donato nel 1629 alla cattedrale dalla Granduchessa Maria Teresa d’Austria.

L’attuale Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra ha sede nell’antico Palazzo dei Priori, che venne rinnovato alla fine del Quattrocento da una decorazione graffita affrescata sulla facciata. Il nucleo civico istituito negli anni venti del Novecento dalla Società degli Amici dell’Arte, si annovera tra i musei più antichi della Toscana.

Si segnalano tra le opere più antiche due capolavori assoluti: la tavola con la Maestà dei primi anni novanta del Duecento, riferita al “Maestro di Badia a Isola”, un anonimo artista epigono del grande caposcuola senese Duccio da Buoninsegna e il Crocifisso in legno policromato di Marco Romano del primo decennio del Trecento.

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