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C’era una volta un Riccio

Ovvero le “epiche” origini della famiglia Ricci

Tanto tempo fa, durante il Medioevo, viveva un uomo, un personaggio molto amato, che veniva pagato profumatamente perché si incaricava di fornire una specie di bollettino meteorologico dell’epoca. A quel tempo l’agricoltura era la fonte principale di sostentamento, perciò quando veniva la stagione della mietitura o quella della semina, oppure era giunto il momento di dedicarsi ad altre attività campestri, la gente andava da lui e chiedeva “Che tempo farà domani?”, e ogni volta la sua risposta era quella giusta!

Fu così che l’uomo divenne ricco. E poiché quelli che si arricchiscono suscitano spesso l’ invidia degli altri, si sparse la voce che l’uomo fosse un mago le cui arti erano contrarie alla religione. Fu dunque deciso di processarlo per stregoneria. Interrogato dal magistrato, l’uomo spiegò che spesso usciva dalla città per recarsi in un luogo in cui c’era una roccia dalla quale sgorgava una sorgente, con accanto la tana di un riccio. Se il riccio usciva dalla tana, arrampicandosi sulla roccia e guardando verso il sole, l’indomani sarebbe stata una bella giornata. Se invece la bestiola non usciva, il tempo sarebbe stato cattivo.

Una delegazione municipale della città di Montepulciano, seguita dai cittadini, si recò sul luogo indicato dall’accusato, per verificarne il racconto. E accadde proprio ciò che l’uomo aveva predetto. Da quel momento l’omino diventò ancora più ricco e fu chiamato Tal dei Tali de' Ricci. E, naturalmente, vissero tutti felici e contenti ...

E’ anche vero, tuttavia, che un mago che si rispetti è in grado di far fare ad un riccio tutto ciò che egli vuole!

Da allora, lo stemma della famiglia Ricci non raffigura aquile, scudi o spade, ma una roccia dalla quale sgorga una sorgente, e un riccio che guarda verso il sole … e sorride.

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